Rassegna Stampa
Comunicati Stampa

11/04/2012
Vi ricordate l'assessore alla mobilità Giuseppe Ripa, quello che chiamò Vendola 'signorina' e che definì gli omosessuali come persone affette da 'turbe psichiche'? Bene, dopo le sue dimissioni, scelta obbligata dopo che in tutta Italia ci si chiese come fosse possibile che una città come Lecce fosse governata da un assessore così intollerante, Giuseppe Ripa è di nuovo candidato al consiglio comunale a sostegno di Paolo Perrone.
Mentre Perrone è alle prese con l'imbarazzo per aver candidato Carlo Quarta, indagato per aver truccato Lecce-Bari, c'è un'altra scelta del sindaco uscente che è opportuno sottolineare. A soli due mesi dalle dimissioni, Perrone ha ritenuto necessari i voti di Ripa. A questo punto è lecito chiedersi che valore avessero le frasi di solidarietà verso Nichi Vendola, dato che non appena è passata la bufera mediatica, siamo tornati allo solite vecchie, pessime abitudini.
Ripa ha fallito come amministratore e come assessore (l'unico atto firmato dal suo assessorato è il Filobus: 1700 giorni di ritardo e un'indagine per tangenti in corso) e andrebbe bocciato prima di tutto per questo. Se non bastasse, in questi mesi ha mostrato di non poter essere un interlocutore credibile della Regione (ve lo immaginate un confronto tra lui e Vendola?).
Nonostante tutto, Perrone lo ha fortemente voluto.
A mio avviso questa scelta mostra la reale identità del centrodestra leccese: ipocrita, opportunista, intollerante. Se Perrone avesse davvero preso le distanze da Ripa, non lo avrebbe candidato. Se lo candida è perché evidentemente la pensa come lui.
I cittadini di Lecce devono essere consapevoli che non stanno semplicemente scegliendo tra me e Paolo Perrone, stanno scegliendo tra due culture politiche diverse e tra due modelli di città diversi. Noi siamo per l'inclusione, il rispetto, la dignità, l'ascolto. Loro sono per l'esclusione, il disprezzo, l'offesa, l'arroganza.